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Scomparsa Presidente Tommaso Rossi

Tommaso RossiPer tutti Tommaso Rossi è “il Presidente”, un titolo che si è guadagnato sul campo, in un lungo percorso di vita e professionale terminato sabato scorso alla soglia degli 88 anni, che avrebbe compiuto il prossimo 8 settembre.
Diplomato nel 1958 in chimica industriale al “Montani” di Fermo, l’anno successivo il primo impiego in una società del Gruppo Eni, a Ravenna. Qui l’incontro con Enrico Mattei, che – raccontava – avrebbe ispirato il suo modo di operare e di vedere il mondo.

Nel 1964 il passaggio al Gruppo Pozzi, per il quale progetta, costruisce e gestisce lo stabilimento di Ferrandina, in Basilicata. Nel 1972 rientra in Eni, nella società Ecoimpianti, dove inizia a dedicarsi all’ecologia industriale. Sarà la scelta che caratterizzerà la sua futura carriera, abbandonando la chimica tradizionale per dedicarsi all’allora nascente settore
dell’ecologia industriale. La prima intuizione di imprenditore illuminato, ovviamente attento ai profitti e alla solidità delle sue aziende ma altrettanto generoso, sempre pronto a sostenere associazioni, enti e società sportive, con una particolare attenzione ai giovani.
Tra il 1980 e il 1994, sempre all’interno di Eni, prosegue il percorso con incarichi manageriali, fino al pensionamento.

Inizia qui la seconda vita di Tommaso Rossi, tutt’altro che pronto a mettersi a riposo: a Senigallia fonda SIMAM, vero punto di partenza della sua storia imprenditoriale autonoma. La società nasce ancora puntando nell’area della ricerca ambientale, sviluppandosi inoltre nell’ambito della sicurezza sul lavoro. Cinque anni dopo da vita ad una seconda
attività: SO.GE.IN., società di ingegneria e servizi, che nel 2012 assumerà una importanza a livello nazionale nel settore della consulenza per la sicurezza sul lavoro. Una crescita che porta alla creazione della Holding A.S.A.C. con ambiti diversificati: Rossi costruisce così una realtà sempre più ramificata, con attività industriali e presenza internazionale.
Dal 2016 una nuova operazione, anche con una valenza sociale: acquisisce quote di Nerea, società di acque minerali con sede nell’area del cratere del terremoto, diventandone maggior azionista e con la sua gestione la salva dal fallimento. Poco meno di dieci anni dopo, Nerea ha la capacità finanziaria di acquisire SI.BE. (proprietaria del marchio
Roana), consolidando la presenza sia nel mercato dell’imbottigliamento in plastica che in vetro. Con lo stesso spirito che aveva caratterizzato la sua storia imprenditoriale, nel 2002 Tommaso Rossi compie l’ennesima missione, creando insieme ai figli la Fondazione Maria Grazia Balducci Rossi in memoria della moglie, scomparsa due anni prima in un
incidente stradale. Soltanto dopo quel tragico evento, che lo avrebbe profondamente segnato, era venuto a conoscenza delle tante attività benefiche messe in atto dalla moglie, che ha voluto proseguire con un ente realizzando progetti importanti soprattutto in Africa. E poi, con Ingenia l’ultima importante intuizione nell’ambito del “green gas”
con un progetto pilota, che sfocerà nel deposito di un brevetto, per la produzione di biometano senza emissioni di CO2.

Un percorso brillante e di grande valore, nel quale Tommaso Rossi ha sempre sottolineato la centralità del capitale umano, il rapporto stretto e sinergico con tutti i suoi collaboratori, ai quali tanto chiedeva ma molto più restituiva, in tutti i termini. E ovviamente della famiglia, con il coinvolgimento dei quattro figli Sandro, Micaela, Massimo e Andrea,
che hanno sempre condiviso l’operato del padre ed ora proseguono sulla via tracciata. Tutti temi racchiusi nei bilanci sociali che annualmente sono stati pubblicati dalle sue società, a partire dal 2008, risultando uno tra i primissimi imprenditori ad elaborare un rendiconto che sarebbe poi stato adottato da altri.

Una dedizione al lavoro, quella di Tommaso Rossi, che ha caratterizzato tutta la sua esistenza, fino agli ultimi giorni: per martedì scorso aveva indetto una riunione tecnica con alcuni collaboratori al rientro dalle ferie di agosto. Aveva tracciato linee, dato suggerimenti, impostato il lavoro per i mesi a venire. Una riunione conclusa con poche parole: “Io
ho finito”. L’ultimo messaggio, un saluto finale tra chi sapeva che, ormai, la straordinaria storia professionale e umana di un grande imprenditore stava giungendo al suo epilogo, lasciando in eredità tutto il suo sapere, le sue conoscenze, la sua empatia, la sua lungimiranza verso gli sviluppi futuri.

Tutti i collaboratori delle società della Holding A.S.A.C. si stringono ai figli e, sentendosi parte di una grande famiglia, si ritengono fortunati ed onorati di aver incontrato e lavorato con Tommaso Rossi, il nostro Presidente.

Da adesso in avanti sarà più difficile senza di Lei, ma sarà più facile con i Suoi insegnamenti.

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